mercoledì 1 agosto 2018

T´ayl Sempre-Fredda (8)



T´elm osservava le macchine sotterranee immerso nel fetore delle scintille elettriche e nel freddo infinito, mentre altre infrapersone correvano veloci attorno a lui, lubrificando il metallo, togliendogli il ghiaccio e riscaldandolo con pistole a gas. Il freddo degli immensi depositi siti sopra le loro teste impregnava tutto, malgrado l´isolamento del suolo e delle tute, e garantiva l´attività frenetica dei lavoratori. Tranne la sua. Lui soltanto poteva passeggiare con calma lungo il chilometro e mezzo del corridoio che gli era assegnato, calibrando dettagliatamente lo stato del metallo e dei suoi compagni. Fu un bravo supervisore durante i sei anni che trascorse senza vedere T´ayl. Lei si occupava dell´ala superiore e dormiva in baracche isolate dal resto della struttura. Non era permesso di muoversi liberamente per tutto il complesso che agli uomini veri, e tra questi soltanto a pochi, gli Evoluzionatori.
Naturalmente, T´elm poteva linguare. Così seppe che T´ayl osservava gli animali candidati a cambiare. Nonostante tutto, lui preferiva non farlo molto spesso: il freddo sembrava allora capace di congelare la sua mente fin nel profondo.

venerdì 20 luglio 2018

T´ayl Sempre-Fredda (7)



Nel frattempo erano trascorsi centoottantatré anni, e Franzel, Mary, Artis, Numen, Leona, Psiches, Al, Deng, Direena, e naturalmente Tadeus, erano diventati uomini e donne veri sotto l´attenta e calma vigilanza di T´ayl. Lei lo aveva aspettato.
La sera del suo ritorno i due si amarono tanto intensamente come fossero liberi di farlo.

La Cuocitrice era lontana dalla città, verso est. Erano riusciti a farsi licenziare dai loro rispettivi lavori. T´ayl aveva creato registri erronei da un anno su Liszt, il suo ultimo bambino, e T´elm si era occupato di alcuni oppiacei che adesso crescevano squallidi e radi sotto la sua attenta cura. Il padre di Liszt era un uomo abbastanza influente e preoccupato per le sue coltivazioni da procurare loro un lavoro nelle cantine della Cuocitrice.
-Se devono vigilare qualcosa, che siano le macchine che li fabbricano, eh, Liszt? –disse suo padre accarezzandogli la pancia.
Lisz non disse niente.
Ci misero cinque giorni per arrivare lì. E scoprirono che la Cuocitrice non aveva molto a che vedere con un forno.

sabato 14 luglio 2018

T´ayl Sempre-Fredda (6)



-Avranno cura di te. È loro interesse. Inoltre i velieri sono più sicuri di prima.
-Ad ogni modo, dovrai aspettarmi per anni e anni. Forse dovrò persino rimanere lì se i coloni non impareranno il necessario.
-Lo faranno, amore, e subito se sei tu il loro istruttore. Ed io ti aspetterò per tutto il tempo che ci vorrà.
-Fino alla fine del tempo?
-Fino alla fine del tempo –ripeté T´ayl, come soltanto una persona nata da tartaruga poteva ripeterlo. T´elm sembrò rilassarsi.
-Allora me ne andrò, ma con una condizione.
-Cioè? –T´ayl lo prese per mano.
-Quando sarò tornato... –T´elm tacque un istante per continuare parlando col silenzio della sua mente.
-... distruggeremo la Cuocitrice –linguò T´elm.
T´ayl annuì.

Lo vide andarsene mentre guardava di sbieco Tadeus che salivava soddisfatto sulle lenzuola. O piuttosto vide andarsene il veliero. Avrebbe visto gonfiarsi le grandi vele lunghe di migliaia di chilometri da qualsiasi parte dell´emisfero illuminato. Lo avrebbe aspettato.

Dicono che T´elm arrivò a Rarante insieme a nuovi abitanti congelati, e risolse il problema dei primi coloni, che insisterono perché lui rimanesse. Nessuno sa cosa accadde davvero lì, se pure qualcosa accadde. La sola cosa vera è che T´elm ritornò.



giovedì 12 luglio 2018

T´ayl Sempre-Fredda (5)



-Sei arrivato presto. T´ayl sta lavorando ancora. Dev´essere qualcosa d´importante. Oppure non puoi sopportare di non vederla, eh? –rise l´orsa.
T´elm non mutò espressione, ma neanche mise il broncio. O´vido tornò al suo daffare lasciandoli da soli.
T´ayl sentì i suoi occhi che fissavano Tadeus, divorandolo col suo pacato sguardo. Decise di parlare per prima.
-È bello, vero? Un giorno o l´altro ne avremo uno come lui, non ti preoccupare.
-Non sono venuto a parlarne – ribatté lui, sviando lo sguardo un istante verso il finestrone e la città giacente sotto i suoi piedi-. Devo partire per un mondo appena colonizzato. I raccolti si stanno perdendo e i coloni non sanno perché. Devo vederle crescere ed istruire altri a farlo. Il veliero salperà fra qualche giorno.
-E...? –lo incoraggiò lei.
-Non posso andarmene così. Non senza sapere che il nostro figlio dorme dentro di te.
-Non può essere, T´elm, e lo sai.
-Sai cosa rischio? Potrei morire nello spazio. La mia capsula potrebbe rompersi, oppure posso anche marcire all´interno se il navigante tarda troppo ad arrivare alla sua destinazione, e nostro figlio non esisterebbe mai.
T´ayl provò dolore quando l´ascoltò e dovette contraddirlo, poiché anelava a quel figlio ancora più di lui.

mercoledì 11 luglio 2018

T´ayl Sempre-Fredda (4)







Il piccolo Taddy piangeva amaramente nella sua culletta. T´ayl osservava. Non faceva la bambinaia, sebbene andasse d´accordo con loro. Vide venire la badante.
O´lvido comparve sbuffando nella stanza dei bambini. Era una vecchia e grassoccia orsa carica di affetto.
-Taci, bimbo mio –sussurrò l´orsa, avvolgendo Tadeus Vomd tra le sue grandi e materne braccia-. La mamma O´l vido è qui perché tu dorma, tesoro.
-Grazie, O´lvido –linguò T´ayl. Spesso sentiva il desiderio di cullare contro il suo petto la piccola vita umana che era Tadeus. Per fortuna, l´orsa era sempre pronta a portarle aiuto.
-Non c´è di che. È il mio lavoro –linguò a sua volta O´l vido, un dolce sorriso illuminando il suo rozzo volto, mentre lasciava il bambino sulla culla, adesso programmata per galleggiare e dondolarlo dolcemente a gravità zero ed andava a rispondere al ronzio dell´interfono della cucina. T´ayl non doveva distrarsi. Era l´osservatrice principale di Tadeus, e la sua sostituta avrebbe tardato ancora ad arrivare.
Un attimo dopo, T´ayl sentì T´elm che attraversava in silenzio l´ingresso e salutava O´lvido.

martedì 10 luglio 2018

T´ayl Sempre-Fredda (3)



Uno o due secoli ancora e avrebbe dato a T´elm il figlio che entrambi volevano. Senza che la Cuocitrice avesse niente da dire in proposito. O così speravano.
La Cuocitrice modellava infrapersone da Bestie, e aveva sempre impedito che esse nascessero da altre infrapersone. Soltanto quando c´era qualche problema con la Cuocitrice, oppure si potevano ottenere con più precisione lavoratori molto specializzati alla vecchia maniera, la Strumentalità concedeva permessi, tanto rari e preziosi quanto una donna degli Umani con le iridi feline. T´ayl non avrebbe ottenuto mai il permesso. Era troppo longeva. Non c´era bisogno di altre come lei. Ancora per molto tempo. La pazienza della coppia in questo senso era morta prima di nascere. Si può aspettare per sempre, ma solo se ciò che si spera lo si può conseguire. Era così persino per due tartarughe.

lunedì 9 luglio 2018

T´ayl Sempre-Fredda (2)



T´elm faceva il supervisore di coltivazioni. Sorvegliava la crescita corretta delle piante native di mille mondi che attecchivano in enormi campi nei dintorni di Terraporto. Era molto richiesto. Era andato perfino ad addestrare altri come lui sotto il caldo sole del Venere cinese. Ed era ritornato. Con T´ayl.
T´ayl sorvegliava la crescita corretta di bambini d´alta culla, anche figli di sottocapi della Strumentalità. Senza stanchezza, senza pausa, finché non arrivava il suo sostituto. Senza immischiarsi. Uno alla volta. Osservando e registrando i sottili cambiamenti nella loro morfologia, nella loro condotta, i loro amori e odi anno dopo anno, sempre presente, fino a che gli uccelli non abbandonavano il nido, e lei con loro. Non ci sarebbe stato migliore osservatore se lei fosse stata umana.

domenica 8 luglio 2018

T´ayl Sempre-Fredda (I)



T´ayl Sempre-Fredda (I)

Tutti quanti conoscono la storia di T´ayl Sempre-Fredda e T´elm Quello-che-aspetta. Tutte le Terre e tutte le Genti. La storia continua ad uscire dalle bocche delle infrapersone più vecchie in crocchi di giovani riuniti attorno al fuoco notturno. Non ha bisogno di quegli artifici per essere quello che è: bella e triste.
T´ayl amava T´elm. T´elm amava T´ayl. T´elm ci mise duecento anni a decidersi a dirglielo, perché fino a quel momento nessuno di loro aveva voluto manifestare i suoi sentimenti con eccessiva chiarezza. T´ayl allora si unì a T´elm quasi con eccessiva premura, tre anni dopo. Non c´è bisogno di spiegare che loro erano infrapersone derivate da una tartaruga.

mercoledì 17 gennaio 2018