mercoledì 11 luglio 2018

T´ayl Sempre-Fredda (4)







Il piccolo Taddy piangeva amaramente nella sua culletta. T´ayl osservava. Non faceva la bambinaia, sebbene andasse d´accordo con loro. Vide venire la badante.
O´lvido comparve sbuffando nella stanza dei bambini. Era una vecchia e grassoccia orsa carica di affetto.
-Taci, bimbo mio –sussurrò l´orsa, avvolgendo Tadeus Vomd tra le sue grandi e materne braccia-. La mamma O´l vido è qui perché tu dorma, tesoro.
-Grazie, O´lvido –linguò T´ayl. Spesso sentiva il desiderio di cullare contro il suo petto la piccola vita umana che era Tadeus. Per fortuna, l´orsa era sempre pronta a portarle aiuto.
-Non c´è di che. È il mio lavoro –linguò a sua volta O´l vido, un dolce sorriso illuminando il suo rozzo volto, mentre lasciava il bambino sulla culla, adesso programmata per galleggiare e dondolarlo dolcemente a gravità zero ed andava a rispondere al ronzio dell´interfono della cucina. T´ayl non doveva distrarsi. Era l´osservatrice principale di Tadeus, e la sua sostituta avrebbe tardato ancora ad arrivare.
Un attimo dopo, T´ayl sentì T´elm che attraversava in silenzio l´ingresso e salutava O´lvido.

martedì 10 luglio 2018

T´ayl Sempre-Fredda (3)



Uno o due secoli ancora e avrebbe dato a T´elm il figlio che entrambi volevano. Senza che la Cuocitrice avesse niente da dire in proposito. O così speravano.
La Cuocitrice modellava infrapersone da Bestie, e aveva sempre impedito che esse nascessero da altre infrapersone. Soltanto quando c´era qualche problema con la Cuocitrice, oppure si potevano ottenere con più precisione lavoratori molto specializzati alla vecchia maniera, la Strumentalità concedeva permessi, tanto rari e preziosi quanto una donna degli Umani con le iridi feline. T´ayl non avrebbe ottenuto mai il permesso. Era troppo longeva. Non c´era bisogno di altre come lei. Ancora per molto tempo. La pazienza della coppia in questo senso era morta prima di nascere. Si può aspettare per sempre, ma solo se ciò che si spera lo si può conseguire. Era così persino per due tartarughe.

lunedì 9 luglio 2018

T´ayl Sempre-Fredda (2)



T´elm faceva il supervisore di coltivazioni. Sorvegliava la crescita corretta delle piante native di mille mondi che attecchivano in enormi campi nei dintorni di Terraporto. Era molto richiesto. Era andato perfino ad addestrare altri come lui sotto il caldo sole del Venere cinese. Ed era ritornato. Con T´ayl.
T´ayl sorvegliava la crescita corretta di bambini d´alta culla, anche figli di sottocapi della Strumentalità. Senza stanchezza, senza pausa, finché non arrivava il suo sostituto. Senza immischiarsi. Uno alla volta. Osservando e registrando i sottili cambiamenti nella loro morfologia, nella loro condotta, i loro amori e odi anno dopo anno, sempre presente, fino a che gli uccelli non abbandonavano il nido, e lei con loro. Non ci sarebbe stato migliore osservatore se lei fosse stata umana.

domenica 8 luglio 2018

T´ayl Sempre-Fredda (I)



T´ayl Sempre-Fredda (I)

Tutti quanti conoscono la storia di T´ayl Sempre-Fredda e T´elm Quello-che-aspetta. Tutte le Terre e tutte le Genti. La storia continua ad uscire dalle bocche delle infrapersone più vecchie in crocchi di giovani riuniti attorno al fuoco notturno. Non ha bisogno di quegli artifici per essere quello che è: bella e triste.
T´ayl amava T´elm. T´elm amava T´ayl. T´elm ci mise duecento anni a decidersi a dirglielo, perché fino a quel momento nessuno di loro aveva voluto manifestare i suoi sentimenti con eccessiva chiarezza. T´ayl allora si unì a T´elm quasi con eccessiva premura, tre anni dopo. Non c´è bisogno di spiegare che loro erano infrapersone derivate da una tartaruga.

mercoledì 17 gennaio 2018

venerdì 29 dicembre 2017

Ancora il fiume


Il fiume. Sempre il fiume. Inondando le macerie dei miei antenati: la cattedrale di un vecchio dio dimenticato, le quattro torri che puntano verso il cielo gravido di neve. Forse il dio se n´è arrabbiato con loro e da allora non ha smesso di nevicare. Forse sì, perché una di loro è stata troncata come le dita dei selvaggi che pigliamo nella sponda destra. Non c´è molto cibo qui. Così che sto rischiando le mie dita nel attraversare l´altra sponda. L´acqua è così fredda come il rifiuto della mia tribù. Sarò un uomo presto. Non c´è posto per tutti. La corrente mi trascina e mi fa sbattere contro una pantera di bronzo muscoso quasi così grande come una vera. Mi spingo contro di essa con i miei piedi intorpiditi. Sulla riva sinistra, gli alberi affamati mi sentono e si agitano bloccandomi il passo. A poco a poco mi sprofondo verso i delfini e gli edifici sommersi. Non posso attraversare l´Ebro. Me l´impedisce l´albereto.

sabato 6 febbraio 2016

Incontro di ali torve




Da un momento all´altro volerò
insieme ad una specie sconosciuta
dentro uno stesso turbine
ed insieme cercheremo di decidere
chi è carne per chi.